La Suprema Corte riconosce i diritti dei militari

15.04.2018

DIRITTI DEI MILITARI

Onori all'Associazione "Assodipro" è proprio in questo periodo dove in tanti sperano di salire nel carro dei vincitori con umiltà, attraverso questo comunicato trasmetto la mia personale riconoscenza e ringrazio pubblicamente l'Associazione "Assodipro" che grazie al loro esclusivo impegno hanno ottenuto con la comunicazione della Suprema Corte del 11 aprile 2018 la possibilità per i militari italiani di poter costituire associazioni a carattere sindacale, di fatto vietate dall'art. 1475 del Dlgs n.66 del 15 marzo 2010 e ex art. 8 della legge 382 del 1978.Non per ultimo è giusto ricordare un grande guerriero per l'affermazione dei diritti militari, il signor Emilio Ammiraglia (già presidente di Assodipro), promotore del ricorso. 

Adesso non ci resta che attendere il futuro Governo che senza scuse dovrà recepire la comunicazione della Suprema Corte del 11 aprile, e mettere in pensione l'attuale obsoleto, inadeguato strumento della rappresentanza che crea evidenti differenze di trattamento tra i delegati a secondo della propria Sezione, il grado, e la categoria, trasformando i delegati in figli e figliastri.

Personalmente resto profondamente convinto che il fallimento della "rappresentanza militare" è iniziato con la scomparsa progressiva del "Cocer Interforze" fino ad arrivare alle recenti divisioni in occasione della firma del contratto e la mancata tutela dei propri delegati ed enorme indifferenza "umana" all'interno della rappresentanza militare (l'aspetto più disumano è crudele di questo mandato).

Tanto per evidenziare qualche esempio pratico: il sottoscritto nel corso dell'attuale mandato nel periodo che coincide alle mie posizioni assunte all'interno della rappresentanza militare a sostegno dei diritti sindacali dei militari in Commissione Difesa e la nascita dell'Associazione "Libera Rappresentanza", ho subito un improvviso accanimento disciplinare senza precedenti: 13 giorni di consegna semplice; un processino di rigore per attività connesse alla rappresentanza militare; monitoraggio del mio profilo, blog, (entrando nella sfera privata); abbassamento delle note caratteristiche da eccellente a nella media; controlli frequenti sul mio stato di salute, in convalescenza per il peso per via di una circolare interna dell'esercito (a riposo coatto, pagato dallo stato per dimagrire); indagato dalla Procura Militare di Napoli dal 2015 al 2017 (nel giugno 2017 conclusioni delle indagini), per diffamazione pluri aggravata e disobbedienza continuata per via di una denuncia di alcuni miei superiori di grado, i Carabinieri su mandato della Procura di Napoli avevano interrogato in tutto il territorio nazionale un centinaio di utenti su facebook, per aver commentato i miei post, mi ritrovo sotto processo per un allegato alla delibera n.42 del Cocer Comparto Difesa "tutela del delegato", tutta la mia vicenda è andata avanti con la totale indifferenza dell'autorità politica e militare, informati peraltro da una serie d'interpellanze parlamentari al Ministro della Difesa (tra cui il Sottosegretario di Stato alla Difesa era l'On. Domenico Rossi già Gen. Corpo d'Armata, Sottocapo di SME e Presidente del Cocer X mandato). 

A pochi passi dal baratro, questa sentenza mi ha riportato il sorriso, la forza per credere nella giustizia, la speranza che finalmente anche i militari finalmente avranno la dignità di sentirsi tutelati nei propri diritti. Questa sentenza mi ha riportato al meeting che organizzai a Palermo il 9 aprile 2016 con l'associazione "Libera Rappresentanza" all'hotel ibis Styles, invitando le associazioni europee dei militari in quell'occasione intervenivano: il presidente di Euromil Jacob spiegava al numeroso pubblico presente le finalità dei diritti dei militari, il presidente Karl - Heinz Boeg ((Deutscher Bundeswehrverband) che ricordava che nel 2016 erano entrati al 60° anno di attività e che la sua associazione rappresenta oggi circa 200 mila militari e dipendenti civili delle forze armate tedesche, Carlos Jorge Rodirgues Marques (AOFA) della delegazione portoghese il quale ha parlato dell'importanza del ruolo delle associazioni militari in tema di diritti del personale. Era presente anche Christos Mastrogiannakis (PFAFU) per la Grecia. Grazie a questa piccola esperienza ho conosciuto il vero significato della libera rappresentanza.

Non salirò sul carro dei vincitori per rispetto all'associazione "Assodipro", però nessuno può negare che io ho pagato il mio tributo ed ho fatto la mia parte per conquistare con i fatti, non con le parole, giorno dopo giorno quel processo di democratizzazione della rappresentanza militare.

Oggi, grazie alla Sentenza della Suprema Corte, possiamo dire che inizia l'era della "LIBERA RAPPRESENTANZA". 

Ai sensi dell'Art.21 della Costituzione italiana 

Girolamo Foti detto Mirco